IT8040010 – ZSC – Monte Cervialto e Montagnone di Nusco

Descrizione

La ZSC IT8040010 “Monte Cervialto e Montagnone di Nusco” ha una superficie di 11.884 ettari. Ricade nelle province di Avellino (10.086,6 ha; 84,9%) e Salerno (1.797,4 ha; 15,1%) ed interessa i Comuni di Bagnoli Irpino (AV) (5.633,3 ha; 47,4%), Calabritto (AV) (2.607,7 ha; 17,4%), Caposele (AV) (567,7 ha; 4,8%), Lioni (AV) (921 ha; 7,7%), Montella (AV) (50,7 ha; 0,4%), Nusco (AV) (846,2 ha; 7,1%) e Acerno (SA) (1797,4 ha; 15,1%)).

Il Monte Cervialto (1809 m.s.l.m.) rappresenta la vetta maggiore dei Monti Picentini e la quarta cima della Regione Campania. Da un punto di vista geografico il Monte Cervialto è circondato dal Monte Rajamagra, Monte Cervarolo, Monte Piscacca, Montagnone di Nusco, Monte Cervarulo, Monte Calvello e dal Massiccio del Polveracchio sul lato salernitano.

È un complesso montuoso di origine carbonatica ma ricoperto di depositi di materiale vulcanico. Ha una caratteristica vetta tondeggiante ed è caratterizzato da una prevalente copertura boschiva. La specificità del paesaggio vegetale riguarda le estese faggete di alta quota e le praterie di altitudine con erbacee di rilievo naturalistico come Oxytropis caputoi (Moraldo et La Valva) e Stipa crassiculmis P. Smirnov subsp. picentina (Martinovsky, Moraldo et Caputo), presenti sui più elevati pascoli sassosi del Cervialto e del Polveracchio. Il Montagnone di Nusco presenta forme meno aspre in vetta e numerose sorgenti dovute ai fenomeni di carsismo presenti nella zona; l’impatto umano subito dai pascoli che rivestono gli altopiani carsici è notevole a causa dell’alto carico di bestiame, quindi si presentano fortemente depauperati e colonizzati da asfodelo e cardo.

Il paesaggio si può essenzialmente classificare di tipo agro-forestale a preminente filiera forestale e con nuclei di pascoli naturali.

La presenza di boschi misti garantisce una fruizione cromatica differenziata per stagione che diventa particolarmente intensa durante la stagione autunnale con un foliage di grande effetto estetico.

La vegetazione segue l’andamento altitudinale succedendo alle roverelle e ai castagni, dei piani inferiori, dapprima il faggio in formazione mista con nuclei di conifere, abete bianco, e macchioni di ceduo, per poi diventare faggeta pura alle quote più elevate.

Sotto la vetta, ai margini del Piano Vigliato di Calabritto, il paesaggio assume toni solenni grazie ad una faggeta vetusta con esemplari che hanno una circonferenza del tronco compresa tra 340 e 600 cm di circonferenza; sono presenti Aceri di monte e Carpini neri anch’essi di proporzioni monumentali.

Il sottobosco non si presenta in condizioni ottimali per qualità e quantità di specie vegetali, verosimilmente per il reiterato pascolamento che impedisce la formazione di un manto erbaceo continuo, così come è fortemente limitante per il novellame.

Tra gli 800 e i 1000 metri si rinvengono elementi caratteristici per la fisionomia del bosco quali frassino, ontano napoletano, castagno, olmo. In vetta il bosco lascia spazio a praterie di graminacee, radure e rupi calcaree colonizzate da comunità vegetali appenniniche mediterranee.

L’analisi visuale percettiva è fortemente condizionata dalla morfologia del rilievo: i boschi chiusi dei piani inferiori lasciano spazio alla visuale di vetta che permette di osservare verso occidente la costiera amalfitana, i Monti del Cilento e la Piana del Sele, mentre nel versante orientale si apprezza il Lago Laceno con il complesso di monti che lo circondano, la Basilicata e parte del Mare Adriatico.

L’effetto paesaggistico che la vegetazione conferisce al territorio è di grande effetto scenico in tutte le stagioni, compresa quella invernale quando il monte si ammanta di neve. Inoltre la presenza in vetta di una dolina carsica rende il paesaggio ancor più apprezzabile.

La rete dei sentieri è ben sviluppata, sono almeno 16 quelli riportati nella Carta dei Sentieri del Parco Regionale dei Monti Picentini a cura del C.A.I.; spesso ricalca gli antichi tratturi e i passaturi utilizzati dai briganti e ancora spesso coincide con le piste di esbosco. Molti i percorsi ad anello e i collegamenti tra versanti, inseriti in tranche anche nel Sentiero Italia del CAI. In alcuni casi i sentieri svolgono la funzione di fasce parafuoco e passaggio per la fauna selvatica.


Download


Eventi ed attività

Esperti e popolazione a confronto sui contenuti dei piani di gestione dei siti Natura 2000 del Parco Regionale dei Monti Picentini – Il resoconto

Continua il percorso partecipativo di informazio…

Read More

Incontro di partecipazione dei siti Natura 2000 del Parco Regionale dei Monti Picentini: attività di monitoraggio e contenuti dei piani di gestione

La redazione di 8 Piani di Gestione dei Siti del…

Read More

Incontro di formazione – Territori e comunità per la tutela del patrimonio ambientale

Nell’ambito del progetto per la redazione …

Read More

Incontro pubblico dei siti Natura 2000 del Parco Regionale dei Monti Picentini – Il resoconto

Continua il confronto tra i referenti regionali …

Read More

Incontro di partecipazione dei siti Natura 2000 del Parco Regionale dei Monti Picentini

La redazione di 8 Piani di Gestione dei Siti del…

Read More

Interviste a 10 attori del territorio – Parco Regionale dei Monti Picentini

Le interviste sono state finalizzate a raccoglie…

Read More

Incontro di partecipazione dei siti Natura 2000 della provincia di Avellino e Salerno

Nell’ambito della redazione di n. 8 Piani di Ges…

Read More