IT8030008 – ZSC – Dorsale dei Monti Lattari

Descrizione

La ZSC IT8030008 – Dorsale dei Monti Lattari ricade nella regione biogeografica Mediterranea. Occupa una superficie di circa 14.564 ettari e si sviluppa su una altitudine media di circa 600 m s.l.m. (altitudine min. 70 –altitudine max. 1.426 m). Sotto il profilo amministrativo, il sito insiste per la parte nordoccidentale nella Provincia di Napoli e per la parte sudorientale nella Provincia di Salerno, interessando nel complesso gli ambiti territoriali dei comuni di Vico Equense, Castellammare di Stabia, Pimonte, Gragnano, Positano, Agerola, Casola di Napoli, Amalfi, Scala, Ravello, Lettere, Corbara, Tramonti, Minori, Pagani, Nocera Inferiore, Cava dei Tirreni, Vietri sul mare, Cetara, Sant’Egidio del Monte Albino.

La porzione nord della ZSC ricade all’interno della Unit of Management Regionale Sarno, mentre la parte sud fa parte della Unit of Management Regionale Destra Sele.

L’area di tutela si presenta con una forma omogenea, corrispondente prevalentemente al sistema montano diffuso e articolato che delimita a nord il Golfo di Castellammare di Stabia e a sud il Golfo di Salerno.

Complessivamente l’area è caratterizzata da alti morfologici ben superiori ai 1000 metri determinando una morfologia e un ambiente montani e contestualmente di valli fluviali incise che insistono su bacini idrografici sub paralleli e di piccole dimensioni.

Nella zona non sono presenti corsi d’acqua di particolare importanza, ma bacini idrografici di piccole dimensioni. Nella zona posta a nord est il sistema idrico forma il torrente Cavaiola che, raggiunta la pianura nell’ambito urbano prossimo a Cava dei Tirreni, prende la direzione nord fino a sfociare nel Fiume Sarno. I bacini a sud est formano il Torrente Bonea che sfocia a Vietri sul Mare. Verso sud ovest significativo è il Reginna Major che sfocia nell’abitato di Maiori. Nella zona nord, all’esterno dell’arco di crinale, sono presenti diversi piccoli impluvi che drenano il versante e che scaricano le proprie acque verso la pianura nord sino a raggiungere il Fiume Sarno.

Nell’area del sito le superfici agricole utilizzate sono circa il 13,6% della superficie totale, per metà rappresentate da colture estensive e per la restante metà suddivise in oliveti, castagneti da frutto, agrumeti e vigneti (tra l’1 e il 2% ciascuno).

In attesa degli esiti dei monitoraggi e delle rilevazioni in campo, possono essere segnalati gli habitat di interesse comunitario censiti dal Formulario Standard del sito, che registra la presenza di: 5330 – Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici per 2.184.6 ettari; 6210*  – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee) per 218.46 ettari; 6210 – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) per 509.74 ettari; 6220 – Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea per 1.456.4 ettari; 7220 – Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion) per 145.64 ettari; 8210 – Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica per 728.2 ettari, 8310 – Grotte non ancora sfruttate a livello turistico per 145.64 ettari; 9210 – Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex per 728.2 ettari; 9260- Boschi di Castanea sativa per 2.912.8 ettari; 9340 – Foreste di Quercus ilexe Quercus rotundifolia per 1456.4 ettari.

Lungo i brevi corsi d’acqua a regime torrentizio sono segnalate presenze di anfibi e ittiofauna di interesse comunitario (da Formulario Standard, la Salamandrina perspicillata/terdigitata).

Con riferimento agli ambienti forestali e a quelli del paesaggio agro-pastorale tradizionale, il Formulario Standard riporta la presenza riproduttiva delle seguenti specie di Allegato I della Dir. 2009/143/CE: Falco peregrinus, Lanius collurio, Sylvia undata.


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