Descrizione
L’Area del sito ZSC/ZPS IT8050020 – Massiccio del Monte Eremita comprende il complesso calcareo dei monti Eremita (1.579 m) e Marzano (1.527 m), all’interno dei territori comunali di Colliano, Laviano e Valva, in provincia di Salerno, tra il fiume Sele e il confine con Muro Lucano, in Basilicata. Con una superficie di 10.570 ha, costituisce un importante corridoio naturalistico fra i monti Picentini.
L’area si presenta incisa da profonde valli fluviali e nelle zone di quota sono talvolta presenti pianori morfologici che intervallano le alte cime dei diversi monti presenti; un displuvio significativo attraversa l’intera zona da nordovest a sudest dividendola morfologicamente in due aree distinte.
Il sistema idrografico presente nell’area può essere definito a raggiera. A partire dalla parte nord occidentale si osserva il Vallone Melillo che prende origine dal Monte Carpineta e Monte Faillo e da qui, in direzione nord ovest, raggiunge un tributario in sinistra (il Torrente Bianco), cambiando nome da questa convergenza in Vallone Spagarrino per poi raggiungere l’abitato di Campo. Procedendo verso est si osserva il Vallone del Canale. Dal centro del sito verso est, le acque sono drenate da un sistema di impluvi a reticolo dendritico che formano la Fiumara della Corte. A sud est, si osserva il Vallone Rallata, verso ovest sono presenti il Vallone Matrura e ancora il Vallone di Raio e a nord ovest si osserva il Vallone Chiuritello.
L’intera superficie dell’area protetta è caratterizzata dalla formazione dell’Unità Tettonica Carbonatica.
Nell’area del ZSC/ZPS la superficie agricola totale è composta prevalentemente da prati permanenti e pascoli (40%), mentre il restante 60% è suddiviso in parti all’incirca uguali in seminativi, coltivazioni legnose e aree boscate.
Il Formulario Standard, le cui evidenze saranno aggiornate tramite i monitoraggi e le rilevazioni in campo funzionali alla stesura del Piano di Gestione, registra la presenza dei seguenti habitat di interesse comunitario: 6210 – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) per 745,08 ettari; 6210* – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (* notevole fioritura di orchidee) per 319,32 ettari; 6220* – Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea per 1.064,4 ettari; 6510 – Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis) per 1.064,4 ettari; 8210 – Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica per 532,2 ettari; 9210* – Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex per 3.193,2 ettari.
A questi ambienti, e a quelli rupestri e ripari, sono associate comunità faunistiche ricche e diversificate, rilevanti soprattutto per la presenza di anfibi e uccelli di interesse comunitario (Salamandrina perspicillata/terdigitata e Elaphe quatuorlineata).
Con riferimento alla presenza degli ambienti forestali e degli elementi tipici del paesaggio agro-pastorale tradizionale, con ambienti aperti degli agroecosistemi e praterie secondarie, il Formulario Standard riporta per la presenza riproduttiva delle seguenti specie di cui all’ Allegato I della Dir. 2009/143/CE: Aquila chrysaetos, Milvus milvus, Falco peregrinus, Caprimulgus europaeus, Lullua arborea, Anthus campestris e Ficedula albicollis.
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